BALDASSA GIANLUCA  VINCITORE CONCORSO“Diventiamo cittadini europei”,


 

Concorso  “Diventiamo cittadini europei”

   

 

Gianluca Baldassa, studente della classe 5A  Amministrazione Finanza e Marketing del nostro Istituto, è risultato vincitore della 36.edizione del concorso “Diventiamo cittadini europei” promossa dalla Consulta regionale europea del Consiglio Regionale del Piemonte, su designazione della Commissione esaminatrice del concorso composta da docenti universitari ed esperti di problematiche europeiste. 

Gianluca, per la traccia scelta, ha sviluppato il tema della tutela dell’ambiente attraverso una analisi puntuale delle più importanti iniziative legislative varate a livello comunitario, proposte, con uno stile interlocutorio, nella forma di  lettera ad un amico. 

Complimenti vivissimi a Gianluca !

 

 traccia e tema svolto

Chieri, 11/01/2020

BALDASSA GIANLUCA  

I.I.S.S. “B.VITTONE” Chieri (TO)

Classe V A TA             

36^ Edizione del concorso: “Diventiamo cittadini europei”                               

Traccia: “Scrivi una lettera a un tuo compagno spiegando quanto l’ambiente sia al centro dell’interesse di tutta l’umanità e quali le azioni che l’Unione Europea ha messo e può mettere in campo per la salvaguardia, la tutela e il miglioramento delle qualità dell’ambiente, la protezione della salute umana, l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, la promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell’ambiente a livello regionale o mondiale e combattere i cambiamenti climatici.”



Chieri, 7 gennaio 2020

Caro Francesco,

È da tanto che non ci sentiamo. Ho deciso di mandarti questa lettera come facevamo in passato, quando condividevamo i nostri pensieri a ruota libera, per ascoltarci, l’uno con l’altro, senza che nessuno ci potesse sentire. Oggi vorrei riassaporare un po’ di quei bei momenti! 

Come ben sai, ogni giorno, ormai, in tv sentiamo parlare di ambiente o di temi legati a esso, sia in positivo che in negativo. Diciamo, però, che sono di più le brutte notizie, riferite a disastri ambientali e a problemi urgenti da risolvere, rispetto alle buone azioni compiute per favorire la tutela dell’ambiente. Tra queste ci sono senz’altro le iniziative dell’Unione Europea. La sua politica ambientale si fonda sull’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e riguarda la salvaguardia, la tutela e il miglioramento della qualità dell’ambiente, nonché la protezione della salute umana. Riguarda inoltre l’utilizzo accorto e razionale delle risorse naturali e la promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere problemi dell’ambiente a livello regionale e mondiale, in particolare la lotta al cambiamento climatico. La politica ambientale è fondata sui principi di precauzione e di azione preventiva, di correzione alla fonte e sul principio di «chi inquina paga».                                                                                                                    Attraverso il programma centralizzato Life, per il periodo 2014-2020, L’Unione Europea eroga finanziamenti per contribuire all’implementazione, l’aggiornamento e lo sviluppo di legislazioni e politiche europee su ambiente e clima. Tra gli obiettivi principali del programma è possibile individuare: il passaggio a un’economia efficiente in termini di risorse, migliorare lo sviluppo, l’attuazione e l’applicazione della politica ambientale e climatica dell’Unione, sostenere maggiormente la governance a tutti i livelli in materia di ambiente e di clima e sostenere l’attuazione del Settimo programma d’azione per l’ambiente. Ovviamente, questi programmi finanziano attività che hanno finalità strategiche di dimensione europea e non riguardano singoli paesi.

Questo discorso di collaborazione volto ad un obiettivo comune è identificabile nella conferenza sul clima di Parigi del dicembre 2015, in cui 195 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale. L’accordo definisce un piano d’azione globale, inteso a evitare cambiamenti climatici limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ºC. Prima di questo ci fu il protocollo di Kyoto nel 1997, entrato in vigore nel 2005, in cui i paesi industrializzati si sono impegnati a ridurre di almeno il 5 % le loro emissioni di sei gas a effetto serra.  L'Unione europea e i 15 paesi dell'UE, membri al momento dell'adozione, si sono impegnati a ridurre dell'8 % le loro emissioni.

Invece, per quanto riguarda il presente e il futuro:                                                                                                  per il 2020 l'UE si è posta degli obiettivi volti a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 20 % rispetto ai livelli del 1990, portare al 20 % la quota di consumo di energia dell'UE proveniente da fonti rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica del 20 % rispetto ai livelli previsti; per il 2030, si pone l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40 % rispetto ai livelli del 1990, portare la quota di energia rinnovabile ad almeno il 27 % e migliorare l'efficienza energetica di almeno il 27 %. Inoltre, l'UE si impegna a ridurre le proprie emissioni dell'80-95 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050 come parte di uno sforzo collettivo da parte dei paesi sviluppati a fare lo stesso.

Conoscendoti, sono sicuro che arrivato a questo punto della lettura tu starai pensando che l’UE faccia tante parole, che si ponga molti obiettivi per migliorare l’ambiente, ma in realtà non faccia niente di concreto per farlo. Invece, l’UE opera in maniera concreta e un esempio importante è dato dalla direttiva approvata dal Parlamento europeo, la quale impone agli stati membri di vietare entro il 2021 l'uso di una serie di articoli in plastica monouso come piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati. Inoltre, entro il 2029 gli Stati membri dovranno raccogliere attraverso la differenziata il 90% delle bottiglie di plastica e, entro il 2025, le bottiglie di plastica dovranno contenere almeno il 25% di contenuto riciclato, per passare al 30% entro il 2030. La direttiva rafforza l'applicazione del principio "chi inquina paga", in particolare per il settore del tabacco, introducendo una responsabilità estesa per i produttori nella raccolta e nel riciclaggio dei mozziconi. Un altro esempio è dato dalle nuove norme sulla raccolta differenziata, in cui viene ampliato l'obbligo esistente di differenziare carta e cartone, vetro, metalli e plastica, che miglioreranno la qualità delle materie prime secondarie e ne diffonderanno ulteriormente l'uso: entro il 2022 si dovranno raccogliere separatamente i rifiuti domestici pericolosi, entro il 2023 i rifiuti organici ed entro il 2025 i tessili.
La normativa contiene un obiettivo di riduzione del numero di discariche e gli Stati membri si adoperano per garantire che, a partire dal 2030, tutti i rifiuti idonei al riciclaggio o al recupero di altro tipo, in particolare i rifiuti urbani, non siano ammessi in discarica. Questo porterà a un maggiore riciclaggio dei rifiuti e contribuirà così alla creazione di un'economia circolare: promuoverà l'utilizzo di imballaggi riciclabili e riutilizzabili e migliorerà le modalità di gestione dei rifiuti.                                                                                                                                                                      Infine, c’è EuroVelo, la rete ciclabile europea, un progetto, ora sottoposto alle direzioni dell’Unione Europea, che prevede quindici itinerari, che saranno completati entro il 2020, originati dalla fusione di tratti nazionali di vie ciclabili preesistenti, raccordati ed estesi a nazioni sprovviste di reti locali. La bicicletta ha ovviamente tutte le caratteristiche di sostenibilità in termini di impatto e induce ad un maggiore utilizzo del trasporto pubblico a scapito dell’auto privata, poiché si sposa naturalmente con mezzi di trasporto come il treno o il bus che sono quelli a minore impatto ambientale, rappresentando un turismo sostenibile.

Fortunatamente, negli ultimi anni le persone hanno incominciato a sviluppare una sensibilità più forte verso questi temi e hanno iniziato ad appoggiare molte iniziative volte a favorire la protezione dell’ambiente, anche semplicemente con l’acquisto di una borraccia o con l’utilizzo della bicicletta in modo più frequente. Io spero che attraverso questo discorso sia riuscito a spiegarti quanto sia importante l’azione dell’Unione Europea e come tutti quanti noi dobbiamo collaborare, anche con semplici gesti, a raggiungere un obiettivo comune: salvaguardare l’ambiente per salvaguardare l’umanità!

Ora ti lascio, spero di sentirti presto.

Un abbraccio.

Gianluca



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